La Costituzione della Repubblica Italiana
 

La Costituzione è la legge fondamentale di uno Stato e ne definisce le regole fondamentali;  è posta al di sopra di tutte le altre leggi dello Stato, ciò significa che nessuna legge può contenere regole in contrasto con la Costituzione e se ciò avviene, uno speciale tribunale, la Corte Costituzionale può annullare questa legge.
La Costituzione stabilisce le regole e i principi fondamenali come i diritti dei cittadini e questi devono rimanere inalterati nel tempo.
Le leggi invece rispecchiano la maggioranza parlamentare quindi cambiano in base agli interessi che la maggioranza rappresenta.

La Costituzione della Repubblica Italiana fu scritta e approvata dall'Assembea Costituente il 22 Dicembre del 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola il 27 Dicembre.
Formata originariamente da 139 articoli di cui 5 (115, 124, 128, 129, 130) sono stati abrogati dalla legge costituzionale n°3 del 2001 (riforma del titolo V)
La Costituzione è divisa in diverse parti:

- i primi 12 articoli contengono i principi generali sui quali si basa la nostra vita in comune
- gli articoli dal 13 al 28 parlano dei rapporti civili ed in particolare delle libertà di pensiero, di stampa, di religione
- gli articoli dal 29 al 34 parlano dei rapporti etico-sociali: i diritti e doveri dei genitori e dei figli, dell'istruzione e della salute
- gli articoli dal 35 al 47 parlano dei rapporti economici: il diritto al lavoro, ad avere un giusto compenso, il diritto alla proprietà e a creare un'impresa
- gli articoli dal 48 al 54 parlano dei rapporti politici: dicono che possiamo votare liberamente, associarci in partiti ma anche che siamo obbligati a pagare le tasse e difendere la Repubblica dai suoi nemici
- gli articoli dal 55 al 96 spiegano come funziona la democrazia: cos'è il Parlamento, come si formano le leggi, come funziona il Governo, che cosa fa il Presidente della Repubblica
- gli articoli dal 97 al 113 parlano della Pubblica amministrazione e delle giustizia- gli articoli dal 114 al 133 parlano dell'organizzazione delle autonomie locali, Regioni, Province e Comuni
- gli ultimi articoli sono dedicati alle garanzie costituzionali.


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La Corte costituzionale

La Costituzione della Repubblica Italiana prevede un organo di controllo, la Corte costituzionale il cui compito è la verifica della regolarità delle leggi e di sopprimere ogni possibile abuso da parte delle forze politiche di maggioranza.

La Corte costituzionale è composta da 15 giudici di cui un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo eletto dal Parlamento e un terzo eletto dalle supreme magistrature ordinarie ed amministrative (3 eletti dalla Corte di cassazione, uno dal Consiglio di Stato e uno dalla Corte dei conti).
La durata della carica per questi giudici è nove anni e non sono rieleggibili e sono previste garanzie a tutela della loro indipendenza.
Durante gli anni in cui sono in carica, questi giudici non possono svolgere altra attività professionale, commerciale o politica.

Le competenze della Corte costituzionale sono:

- giudicare la legittimità costituzionale delle leggi dello Stato e delle Regioni
- sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e delle Regioni
- sui reati compiuti dal Presidente della Repubblica ove messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune
- giudizio sull'ammissibilità dei referendum abrogativi
- giudizio sulla legittimità costituzionale degli statuti delle regioni ad autonomia ordinaria

Non è previsto il diritto ad un ricorso diretto al giudice costituzionale da parte dei cittadini per la lesione di un diritto costituzionalmente garantito.



L'Assemblea Costituente

Il 2 Giugno 1946 si ebbero le prime libere elezioni in Italia dopo il 1924 e ne ebbero diritto tutti i cittadini italiani maggiorenni (21 anni all'epoca).
Agli elettori vennero consegnate due schede, una per il Referendum istituzionale per scegliere tra la Monarchia e la Repubblica e una per l'elezione dei deputati dell'Assemblea Costituente che avrebbe dovuto redigere la nuova carta costituzionale.
Tra presunti brogli il risultato del Referendum istituzionale risultò a favore della Repubblica con 12.700.000 voti mentre i favorevoli alla Monarchia furono 10.700.000 quindi circa il 50% della popolazione italiana non avrebbe voluto rinunciare alla Monarchia anche se questa era più o meno stata una delle cause dell'ascesa del Fascismo in Italia.

All'Assemblea Costituente furono assegnati 556 seggi composti dai seguenti gruppi parlamentari:


10 per il gruppo Autonomista
104 per il Partito Comunista
209 per la Democrazia Cristiana
9 per il gruppo della Democrazia del Lavoro
20 per il Fronte Liberale Democratico dell'Uomo Qualunque
22 per il gruppo Liberale
65 per il Partito Socialista Italiano
49 per il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani
25 per il gruppo Repubblicano
9 per l'Unione Democratica Nazionale
13 per l'Unione Nazionale
17 per il gruppo Misto




La Commissione dei 75 

Per l'elaborazione della carta costituzionale fu composta una commissione speciale, la cosiddetta Commissione dei 75 composta da appunto 75 membri scelti tra i membri dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana.
Questa commissione fu istituita il 15 Luglio 1946 e i suoi lavori si protassero fino al 1° Febbraio 1947.
La Commissione dei 75 fu presieduta da Meuccio Ruini e fu organizzata in 3 sottocommissioni, di cui la prima sui diritti e doveri dei cittadini presieduta da Umberto Tupini, la seconda sull'organizzazione costituzionale dello Stato presieduta da Umberto Terracini e la terza sui rapporti economici e sociali presieduta da Gustavo Ghidini.

La Commissione dei 75 fu composta da:

gruppo Democristiano (26 membri)
gruppo Comunista (13 membri)
Partito Socialista Italiano (7 membri)
Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (6 membri)
gruppo Repubblicano (4 membri)
Unione Democratica Nazionale (4 membri)
gruppo Autonomista (3 membri)
Fronte liberale democratico dell'Uomo Qualunque (3 membri)
gruppo Liberale (3 membri)
gruppo Misto (3membri)
Democrazia del Lavoro (2 membri)
Unione Nazionale (1 membro)


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