Il 26 giugno 1963 il Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy si recò a Berlino dove tenne un discorso dicendo che non era intenzione dell'America di sostenere una guerra.
Quasi il 70% dela popolazione di Berlino accorse al suo discorso.

Vivere a Berlino Est significava vivere in una città di uno Stato che vi impediva di uscire dai propri confini onde pagare col carcere o con la morte. Chi viveva dal terzo piano in su affacciandosi alla finestra poteva vedere cosa succedeva e come si viveva oltre il muro.
All'inizio degli anni 60 iniziarono i lavori per il muro di 2° generazione con pannelli di cemento molto più resistenti e la creazione di un secondo muro di due metri all'interno della frontiera creando la cosiddetta striscia della morte, un lembo di terra tra i due muri cosparso di sabbia e trattato con diserbanti per identificare eventuali impronte.
Entrambe le parti del muro erano dipinte di bianco per una più facile identificazione di eventuali fuggiaschi
Oltre al muro vi erano filo spinato
, recinzioni, bunkers, potenti riflettori, cani da guardia e 302 torri di guardia con cecchini armati per cui vigeva l'ordine di sparare per uccidere, ordine impartito personalmente da Walter Ulbricht, Presidente della Repubblica Federale Tedesca.
Quando il suo successore, Erich Honecker salì al potere il 3 maggio 1971, il muro divenne ancora più invalicabile e pericoloso: le guardie di confine salirono a 12.000 unità e vennero aggiunti campi minati ed armi automatiche.

Dal mio personale punto di vista, gli anni 70 dovrebbero essere gli anni della libertà, della gioia dopo ormai 30 anni dalla caduta del Nazismo ma allora come mai invece i tedeschi hanno vissuto i successivi anni in una nuova dittatura?
 

La striscia della morte che divideva Berlino Est e Berlino Ovest.

Un'altra morte che scosse l'opinione pubblica fu quella di Peter Fechter, un muratore di Berlino Est di soli 18 anni che divenne la ventisettesima vittima del muro di Berlino dopo appena un anno dalla sua costruzione.
Fechter tentò di scappare verso ovest insieme all'amico Helmut Kulbeik; i due riuscirono a superare il primo muro e la striscia della morte e mentre Kulbeik riuscì a scavalcare il secondo muro, Fechter fu colpito dalle guardie di confine di Berlino Est mentre cercava di arrampicarsi.
La sua morte destò lo sdegno della popolazione anche perchè fu lasciato agonizzante per un'ora ai piedi del muro senza ricevere alcuna assistenza medica e venne lasciato morire dissanguato sotto gli occhi dei cittadini occidentali, di molti giornalisti e delle guardie di frontiera dell'Est.
Centinaia di persone a Berlino Ovest si riunirono in una dimostrazione spontanea urlando “assassini!” alle guardie di frontiera.

Il comandante del plotone di guardie di frontiera che avevano sparato sostenne poi che non era intervenuto con assistenza medica per Fechter per paura di creare un incidente visto che si diceva che, tre giorni prima, il soldato orientale Rudi Arnstadt fosse stato ucciso da un soldato occidentale. Alcuni giornali riportarono la notizia secondo la quale un sottotenente statunitense, presente alla scena, avrebbe ricevuto ordini di non muoversi. Questa morte sarebbe dovuta servire come monito per tutti coloro che avevano intenzione di fuggire.
Le guardie che uccisero Fechter vennero premiate da Walter Ulbricht

Un accordo tra le quattro potenze vincitrici stabiliva la libera circolazione di truppe alleate, corpo diplomatico e stranieri in visita a berlino ovest e berlino est.
Il muro aveva tredici punti di attraversamento, nove di tra le due parti della città e 4 tra Berlino Ovest e la Repibblica Federale Tedesca sotto in controllo sovietico.
La Stasi (Ministerium für Staatssicherheit - Ministero per la Sicurezza dello Stato) era la polizia segreta della Repubblica Federale Tedesca indavaga incessantemente sui tentativi di fuga stroncandoli sul nascere.
Furono redatti fascicoli segreti su ogni tentativo di fuga e ogni dichiarazione contro il governo monitorando tutti i comportamenti politicamente scorretti dei cittadini della Germania Est.

Nel frattempo il muro era diventato la lavagna preferita degli artisti di Berlino e si trasformò ben presto in una gigantesca opera d'arte pop.
Nel 1985 salì al potere in Unione Sovietica Mikhail Gorbachev la cui politica voleva una distensione dei rapporti con l'occidente, vennero gettate così le basi per la caduta del muro di Berlino mentre poco dopo nel 1986 si celebrarono a Berlino i 25 anni dalla costruzione del muro.
L'ultimo progetto per un'ulteriore fortificazione del muro fu il cosiddetto "muro del 2000".
Esso fu un progetto avvenieristico mai realizzato che prevedeva tra le altre cose l'utilizzo di sensori termici per il rilevamento di estranei lungo il perimetro del muro. 

Parata per il 25esimo anniversario della costruzione del muro di Berlino.

Il Presidente americano Ronald Reagan a Berlino nel 1987